giovedì 4 Dicembre 2025
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Black Friday, come il cervello ci spinge agli acquisti impulsivi

Tra sconti lampo, scarsità artificiale e pressione del tempo, le strategie di marketing sfruttano i meccanismi decisionali del cervello: solo il 38% compra ciò che aveva pianificato e un acquirente su tre poi restituisce il prodotto

Nella settimana del Black Friday, tra notifiche sui telefoni, email insistenti e siti pieni di pubblicità con sconti dal 30% al 60%, i consumatori vengono sommersi da stimoli e offerte. Ma insieme alle promozioni cresce anche il rischio di pentirsi di acquisti impulsivi. Diversi studi spiegano cosa accade al cervello quando è esposto a questa valanga di proposte, rivelando i meccanismi psicologici e neurologici che spingono a comprare.

Secondo un’analisi della Yale School of Management basata su un sondaggio del 2022, solo il 38% di chi fa shopping durante il Black Friday si attiene alla lista prevista: la maggior parte acquista d’impulso. E circa un cliente su tre finisce per restituire ciò che ha comprato. Il segreto dell’attrattiva del Black Friday risiede in due elementi: l’idea di grandi risparmi e la percezione che le offerte durino poco. Come evidenzia un approfondimento pubblicato su The Conversation, si tratta di un evento costruito per sfruttare il modo in cui prendiamo decisioni.

Normalmente il cervello si prende il tempo per valutare pro e contro, confrontare prezzi, caratteristiche e recensioni. Ma quando sente pressione temporale, abbassa il livello di informazioni necessario per decidere, portando a scelte più rapide e meno razionali. Durante i saldi, questo porta facilmente a spese impulsive.

A questa dinamica si aggiunge la leva della scarsità: sapere che le promozioni sono limitate e che molti stanno acquistando allo stesso momento crea competizione. Indicazioni come “solo 8 pezzi disponibili” o “12 persone lo hanno nel carrello” alimentano la corsa al prodotto. Se percepito come raro, un articolo viene automaticamente valutato come più desiderabile.

Questo porta al cosiddetto compromesso tra velocità e precisione: sotto pressione, il cervello prende scorciatoie, tralasciando elementi fondamentali come la qualità o la garanzia. Timer, pop-up e avvisi di disponibilità limitata generano un senso di urgenza artificiale che accelera ulteriormente le decisioni. Invece di domandarci se abbiamo davvero bisogno di qualcosa, scatta il timore di perdere un’occasione. Per questo alcuni esperti definiscono il Black Friday un “capolavoro di neuroscienze e scienze comportamentali”, dove ogni elemento è pensato per attirare l’attenzione e ridurre i tempi di scelta.

Per aiutare i consumatori a gestire queste trappole decisionali, The Conversation suggerisce quattro strategie: pianificare gli acquisti in anticipo e informarsi prima dei saldi; stabilire un budget chiaro; prendersi una pausa anche breve prima di comprare; infine, chiedersi se si desidererebbe lo stesso prodotto anche a prezzo pieno, così da valutare il suo reale valore.
(Fonte Adn)