venerdì 13 Febbraio 2026
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Mattel ha presentato la prima Barbie con autismo

Nata per rappresentare i modi in cui le persone autistiche vivono e comunicano

Mattel ha presentato la prima Barbie con autismo. Il progetto è stato sviluppato in oltre 18 mesi di lavoro insieme all’Autistic Self Advocacy Network (ASAN), organizzazione no profit guidata da persone autistiche e impegnata nella difesa dei loro diritti. La bambola entra così nella collezione Barbie Fashionistas, la linea che negli anni ha ampliato sempre di più lo sguardo su corpi, origini, caratteristiche fisiche e condizioni diverse.

“Con la prima Barbie autistica – ha spiegato Jamie Cygielman, responsabile globale del settore bambole di Mattel – vogliamo rafforzare questo impegno, perché ogni bambino merita di sentirsi rappresentato”. Per arrivare al risultato finale, il team di Barbie ha lavorato a stretto contatto con ASAN, curando ogni dettaglio. Le scelte di design non sono casuali, ma pensate per richiamare alcune esperienze comuni a molte persone autistiche, così da favorire riconoscimento e comprensione anche attraverso il gioco.

Un ruolo centrale lo ha avuto anche la ricerca. Dal 2020 Barbie porta avanti, insieme all’Università di Cardiff, uno studio sugli effetti del gioco con le bambole. I risultati hanno mostrato che questo tipo di gioco stimola aree del cervello legate all’empatia e alle relazioni sociali e può aiutare tutti i bambini, compresi quelli con tratti neurodivergenti, a sviluppare abilità sociali.

La bambola è dotata di articolazioni mobili su gomiti e polsi, che permettono movimenti ripetitivi come battere le mani, spesso utilizzati per gestire gli stimoli sensoriali o esprimere emozioni. Anche lo sguardo, leggermente spostato di lato, richiama il modo in cui alcune persone autistiche evitano il contatto visivo diretto.

Non mancano gli accessori: un fidget spinner rosa agganciabile al dito, che ruota davvero, pensato come supporto sensoriale; cuffie rosa con cancellazione del rumore per attenuare i suoni di fondo; e un tablet che mostra un’app di Comunicazione Aumentativa e Alternativa, usata per facilitare la comunicazione nella vita di tutti i giorni.

L’abbigliamento punta al comfort: un vestito viola a righe sottili, ampio e leggero, con tessuti pensati per ridurre il contatto con la pelle, e scarpe viola con suola piatta per favorire stabilità e libertà di movimento. Una Barbie che, più che un simbolo, vuole essere uno strumento per normalizzare le differenze e raccontare, anche ai più piccoli, che esistono tanti modi diversi di stare nel mondo. (Foto Mattel)

Mattel presenta la prima barbie con autismo