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Artemis II è rientrata sulla Terra: missione senza intoppi

A bordo della capsula c’erano Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen

Artemis II è tornata sulla Terra senza intoppi: la missione della NASA si è conclusa con il rientro dei quattro astronauti dopo il viaggio attorno alla Luna, segnando il ritorno dell’uomo nello spazio profondo a oltre cinquant’anni dall’epoca Apollo e aprendo una nuova fase dell’esplorazione lunare.

A bordo della capsula c’erano Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, un equipaggio destinato a fare storia. Non solo per la distanza raggiunta, più di 400mila chilometri dalla Terra, ma anche per il valore simbolico della missione: per la prima volta una donna, una persona di colore e un astronauta non statunitense hanno preso parte a un volo lunare.

Il momento più delicato è stato il rientro. Dopo la separazione dal modulo di servizio, la capsula ha affrontato l’ingresso nell’atmosfera terrestre a velocità che hanno sfiorato i 38mila chilometri orari. Come previsto, il contatto con l’aria ha generato una sorta di “bolla” di plasma attorno al veicolo, causando un’interruzione temporanea delle comunicazioni con il centro di controllo.

Da lì è partita una sequenza perfettamente sincronizzata: prima l’apertura dei paracadute stabilizzatori a circa 6-7 mila metri di quota, poi quella dei tre paracadute principali sotto i 2mila metri. Un passaggio fondamentale per rallentare drasticamente la discesa, fino a portare la velocità della capsula a poche decine di chilometri orari al momento dell’impatto con l’oceano.

L’ammaraggio è avvenuto alle 17:07 ora locale (le 2:07 in Italia), a circa 80 miglia dalla costa della California. Subito dopo sono entrate in azione le squadre di recupero della Marina statunitense, già pronte nell’area con navi, elicotteri e sommozzatori.

Fino all’ultimo, però, ha prevalso la prudenza. Le lezioni dei disastri dello Shuttle Challenger e Columbia hanno lasciato un segno profondo: ogni possibile anomalia viene trattata con la massima attenzione. Tra i punti più sensibili c’era lo scudo termico, già osservato speciale dopo l’erosione inattesa registrata durante Artemis I nel 2022. Per questo la NASA ha scelto una traiettoria di rientro più breve e controllata, riducendo i margini di rischio.

Una volta completate le operazioni di recupero, gli astronauti sono stati assistiti dal personale medico e solo dopo sono potute iniziare le celebrazioni per il successo della missione.
Il significato più importante è quello di aprire la strada ad Artemis III, la missione che punta a riportare l’uomo sulla superficie della Luna entro la fine del decennio.