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Hantavirus: le dichiarazioni dell’OMS; la scheda informativa

Il Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: “Non è un altro Covid”

“Questo non è un altro Covid. Il rischio attuale per la salute pubblica dovuto all’hantavirus rimane basso. È una cosa seria. Tre persone hanno perso la vita, e i nostri cuori sono pieni delle loro famiglie.” A dichiararlo è Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sui casi di hantavirus collegati alla nave da crociera MV Hondius.

L’OMS ha reso pubbliche la scheda con le caratteristiche dell’hantavirus:
– Gli hantavirus sono un gruppo di virus trasportati dai roditori che possono causare gravi malattie negli esseri umani.
– Le persone di solito si infettano a contatto con roditori o con urine, escrementi o saliva.
– L’infezione da hantavirus può causare una serie di malattie, tra cui gravi malattie e morte.
– Nelle Americhe, gli hantavirus possono causare la sindrome cardiopolmonare da hantavirus (HCPS), una grave malattia respiratoria, con un tasso di letalità fino al 50%.
– Il virus delle Ande, presente in Sud America, è un hantavirus attualmente noto per il quale è stata documentata una trasmissione limitata da uomo a uomo tra i contatti.
-In Europa e Asia, gli hantavirus causano febbre emorragica con sindrome renale (HFRS).


Panoramica 
Gli hantavirus sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori e sono occasionalmente trasmessi agli esseri umani. L’infezione nelle persone può causare malattie gravi e spesso la morte, anche se le malattie variano in base al tipo di virus e alla posizione geografica. Nelle Americhe, l’infezione è nota per portare alla sindrome cardiopolmonare da hantavirus (HCPS), una condizione di rapida progressione che colpisce polmoni e cuore, mentre in Europa e Asia gli hantavirus sono noti per causare febbre emorragica con sindrome renale (HFRS), che colpisce principalmente reni e vasi sanguigni.
Sebbene non esista un trattamento specifico che curi le malattie da hantavirus, un’assistenza medica di supporto precoce è fondamentale per migliorare la sopravvivenza e si concentra su un attento monitoraggio clinico e sulla gestione delle complicazioni respiratorie, cardiache e renali. La prevenzione dipende in gran parte dalla riduzione dei contatti tra persone e roditori infetti.

Famiglia virale e classificazione
Gli hantavirus appartengono alla famiglia Hantaviridae, all’interno dell’ordine dei Bunyavirales. Ogni hantavirus è tipicamente associato a una specifica specie di serbatoio di roditori, in cui il virus causa un’infezione a lungo termine senza apparente malattia.

Sebbene molte specie di hantavirus siano state identificate in tutto il mondo, solo un numero limitato è noto per causare malattie umane.
– Gli hantavirus presenti in Nord America, Centro e Sud America sono noti per causare HCPS. Il virus delle Ande fa parte di questa famiglia ed è noto per causare una trasmissione limitata da uomo a uomo tra contatti stretti e prolungati, principalmente in Argentina e Cile.
– Gli hantavirus presenti in Europa e Asia sono noti per causare febbre emorragica con HFRS. La trasmissione da uomo a uomo non è stata documentata in questa parte del mondo.

Peso della malattia
Le infezioni da hantavirus sono relativamente rare a livello globale, ma sono associate a un tasso di letalità del <1–15% in Asia e in Europa e fino al 50% nelle Americhe. A livello mondiale, si stima che ogni anno si verifichino da 10.000 a oltre 100.000 infezioni (1, 2, 3), con il carico più elevato in Asia ed Europa.

– In Asia orientale, in particolare in Cina e Repubblica di Corea, l’HFRS continua a rappresentare migliaia di casi ogni anno, anche se l’incidenza è diminuita negli ultimi decenni.
– In Europa, ogni anno vengono segnalati diverse migliaia di casi, principalmente nelle regioni settentrionali e centrali dove circola il virus Puumala. Nelle Americhe, l’HCPS è molto più raro, con centinaia di casi segnalati ogni anno in tutto il continente. Gli Stati Uniti d’America hanno segnalato meno di 1000 casi, mentre paesi sudamericani come Argentina, Brasile, Cile e Paraguay segnalano un numero ridotto di casi ogni anno. Nonostante la minore incidenza, l’HCPS presenta un tasso di letalità elevato, comunemente tra il 20% e il 40%, rendendolo una malattia di grande preoccupazione per la salute pubblica.

Trasmissione
La trasmissione degli hantavirus all’uomo avviene tramite contatto con urine contaminate, escrementi o saliva di roditori infetti. L’infezione può anche verificarsi, sebbene meno frequentemente, tramite punture di roditori. Le attività che coinvolgono il contatto con roditori, come pulire spazi chiusi o poco ventilati, l’agricoltura, il lavoro forestale e dormire in abitazioni infestate da roditori, aumentano il rischio di esposizione.

Ad oggi, la trasmissione da uomo a uomo è stata documentata solo per il virus delle Ande nelle Americhe e rimane rara. Quando si verifica, la trasmissione tra persone è stata associata a contatti stretti e prolungati, in particolare tra membri della famiglia o partner intimi, e appare più probabile durante la fase iniziale della malattia, quando il virus è più trasmissibile.

Sintomi e presentazione clinica
Negli esseri umani, i sintomi di solito iniziano tra una e otto settimane dall’esposizione, a seconda del tipo di virus, e includono tipicamente febbre, mal di testa, dolori muscolari e sintomi gastrointestinali come dolore addominale, nausea o vomito.

Nell’HCPS, la malattia può progredire rapidamente fino a tosse, mancanza di respiro, accumulo di liquido nei polmoni e shock.
Nell’HFRS, le fasi avanzate possono includere pressione bassa, disturbi emoragati e insufficienza renale.

Diagnosi
La diagnosi precoce dell’infezione da hantavirus può essere difficile perché i sintomi precoci sono comuni con altre malattie febbrili o respiratorie, come influenza, COVID-19, polmonite virale, leptospirosi, dengue o sepsi. È quindi essenziale una storia clinica attenta, con particolare attenzione alla possibile esposizione a roditori, ai rischi occupazionali e ambientali, alla storia dei viaggi e al contatto con casi noti in aree dove sono presenti gli hantavirus.

La conferma di laboratorio si basa su test sierologici per rilevare anticorpi IgM specifici per hantavirus o titoli IgG in aumento, oltre a metodi molecolari come la reazione a catena della polimerasi a trascrizione inversa (RT-PCR) durante la fase acuta della malattia, quando l’RNA virale può essere rilevabile nel sangue.

I campioni raccolti dai pazienti rappresentano un rischio biologico; I test di laboratorio su campioni non inattivati devono essere condotti in condizioni di massima contenimento biologico. Tutti i campioni biologici non inattivati dovrebbero essere confezionati utilizzando il sistema di tripla confezione quando trasportati a livello nazionale e internazionale.

Trattamento
Non esiste un trattamento antivirale specifico autorizzato o un vaccino per l’infezione da hantavirus. Le cure sono di supporto e si concentrano su un monitoraggio clinico ravvicinato e sulla gestione delle complicazioni respiratorie, cardiache e renali. L’accesso precoce alle cure intensive, quando clinicamente indicato, migliora gli esiti, in particolare per i pazienti con sindrome cardiopolmonare da hantavirus.

Prevenzione e controllo
La prevenzione dell’infezione da hantavirus dipende principalmente dalla riduzione dei contatti tra persone e roditori. Le misure efficaci includono:

– Mantenere pulite case e luoghi di lavoro
– sigillare le aperture che permettono ai roditori di entrare negli edifici
– Conservare il cibo in modo sicuro
– Utilizzare pratiche di pulizia sicure nelle aree contaminate dai roditori
– evitare di spazzare a secco o aspirare gli escrementi dei roditori
– Inumidimento delle aree contaminate prima della pulizia
– rafforzare le pratiche igieniche delle mani.

Durante i focolai o quando si sospettano casi sono importanti, l’identificazione precoce e l’isolamento dei casi, il monitoraggio dei contatti stretti e l’applicazione delle misure standard di prevenzione delle infezioni sono importanti per limitare ulteriore diffusione.

Prevenzione e controllo delle infezioni nei contesti sanitari
Le evidenze disponibili indicano che il rischio di trasmissione dell’hantavirus associato all’assistenza sanitaria, incluso il virus delle Ande, è molto basso quando vengono applicate le adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni. Negli ambienti sanitari, dovrebbero essere applicate precauzioni standard per tutti i pazienti, tra cui l’igiene delle mani, la pulizia ambientale e la gestione sicura di sangue e fluidi corporei.

Per un’infezione da hantavirus sospetta o confermata, si consiglia l’uso di precauzioni standard combinate con precauzioni basate sulla trasmissione durante l’erogazione delle cure. Per le procedure di generazione di aerosol, dovrebbero essere utilizzate precauzioni aeree. Il riconoscimento precoce dei casi sospetti, l’isolamento tempestivo e il costante rispetto delle misure raccomandate di prevenzione e controllo delle infezioni rimangono essenziali per proteggere il personale sanitario.

Risposta dell’OMS
L’OMS collabora con paesi e partner per rafforzare la sorveglianza, la capacità di laboratorio, la comunicazione dei rischi e il coinvolgimento della comunità, la diagnosi precoce, la cura dei pazienti e la risposta ai focolai per le infezioni da hantavirus. Ciò include lo sviluppo e l’aggiornamento di linee guida basate su evidenze per la diagnosi, la gestione dei casi, la prevenzione e il controllo delle infezioni e il tracciamento dei contatti.

L’OMS promuove approcci integrati One Health che affrontano i legami tra salute umana, serbatoi di roditori e ambiente, e supporta i paesi nella revisione delle evidenze emergenti per garantire che le raccomandazioni rimangano aggiornate. (Foto dell’OMS)