-

Depurare l’acqua con scarti di sughero: nuova frontiera

È il risultato di una ricerca condotta dal CNR – Nanotec di Lecce insieme all’Università del Salento

Un materiale ottenuto da scarti industriali di sughero in grado di rimuovere oli e sostanze inquinanti dall’acqua. È il risultato di una ricerca condotta dal CNR – Nanotec di Lecce insieme all’Università del Salento.

Lo studio è stato sviluppato a Lecce nell’ambito del progetto MSP4Water e pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Hazardous Materials. I ricercatori hanno trasformato residui di lavorazione del sughero in carbonio grafitico, integrandoli in una struttura porosa capace di assorbire in modo selettivo gli inquinanti presenti nell’acqua.

Il lavoro coinvolge il gruppo EDGE-Tech del Cnr-Nanotec, guidato da Antonio Turco, e l’unità coordinata da Francesco Ferrara. Turco spiega che il processo consente di evitare l’uso di solventi chimici, grazie a tecniche a basso impatto ambientale. Ferrara sottolinea come la ricerca sui materiali a base di carbonio, tra cui nanotubi e grafene, abbia già prodotto soluzioni per la separazione acqua-olio e la rimozione di contaminanti.

Secondo il direttore di Cnr-Nanotec, Fabrizio Illuminati, il risultato rappresenta un passo avanti nelle tecnologie per la tutela delle risorse idriche e rafforza il ruolo del centro di Lecce nella ricerca sui materiali avanzati per la bonifica ambientale. Il nuovo materiale è considerato potenzialmente applicabile anche su scala industriale.